Tutte le bave di lumaca sono davvero uguali?

Tutte le bave di lumaca sono davvero uguali?

Cosa c’è (davvero) dentro quel 99%

Nel mondo della skincare si parla sempre più spesso di bava di lumaca “pura” o “99%”.
Ma quante volte ci fermiamo a chiederci cosa renda davvero efficace una bava, oltre alla percentuale scritta in etichetta?

Il punto non è solo quanta bava c’è.
La vera domanda è: quanto è biologicamente ricca quella bava?


Il 99% basta davvero?

Oggi il valore “99%” è diventato un claim molto diffuso.
Molti prodotti lo dichiarano.

Ma cosa ci dice davvero questa percentuale?
Indica la quantità di ingrediente presente, certo.
Ma dice qualcosa sulla qualità biologica di ciò che compone quel 99%?

Due prodotti possono essere entrambi dichiarati al 99%.
Ma se la composizione funzionale è diversa, possono davvero essere considerati equivalenti?


A cosa risponde davvero la pelle?

La pelle non legge le etichette.
Non reagisce ai numeri scritti.

Quello a cui risponde è la densità biologica reale:
la presenza di sostanze funzionali naturalmente attive,
la loro concentrazione,
la loro integrità.

Se una bava è molto filtrata o trattata, anche se resta “pura” sulla carta, la pelle lo percepisce.


Cosa significa ricchezza biologica?

La bava di lumaca è una sostanza naturalmente complessa.
Contiene mucopolisaccaridi, allantoina, acido glicolico, proteine e altri componenti funzionali.

Ma cosa succede quando questa complessità viene impoverita?
Quando il processo produttivo elimina o riduce proprio ciò che rende la bava funzionale?

In questi casi, la percentuale resta.
La ricchezza biologica, no.


Come si può valutare la qualità reale?

Qui entra in gioco una domanda chiave:
come si misura davvero la qualità di una materia prima?

Un criterio oggettivo è osservare parametri come la sostanza secca, che indica quanta materia biologica reale è presente, al netto della componente acquosa.

In termini semplici:
più sostanza secca significa, in genere, maggiore densità funzionale.


Perché questo fa la differenza nel tempo?

Una materia prima biologicamente più ricca non lavora con effetti immediati o aggressivi.

Lavora nel tempo, accompagnando la pelle nei suoi processi naturali.

Può supportare:

  • luminosità e uniformità dell’incarnato

  • elasticità e tono

  • l’aspetto di rughe e segni

  • percorsi di prevenzione e recupero cutaneo

Non è una promessa rapida.
È un lavoro progressivo.


Perché pubblichiamo le analisi

Se la differenza è biologica e non comunicativa, ha senso renderla visibile nei fatti.

Per questo abbiamo scelto di pubblicare le analisi di laboratorio
relative alla materia prima utilizzata.

Non per confrontarci con altri brand.
Ma per permettere a chi lo desidera di capire cosa c’è davvero dentro quel 99%.

👉 Le analisi sono disponibili nella sezione Trasparenza del sito.


E quando l’anti-age richiede qualcosa in più?

Con il tempo, la pelle può aver bisogno di un approccio più strutturato.

Non solo singoli gesti o prodotti isolati, ma una routine coerente, pensata per lavorare nel tempo e creare un ambiente biologico favorevole alla pelle.

In questi casi, è la continuità d'uso a fare la differenza, la regolarità di applicazione, più della ricerca di effetti immediati.


In conclusione

La vera domanda non è:
“È 99%?”

Ma:
“Quanto è biologicamente ricco quel 99%?”

È lì che si gioca la differenza.